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La nuova maestra

  • Immagine del redattore: Elena Barocelli
    Elena Barocelli
  • 30 gen
  • Tempo di lettura: 6 min

Copertina

Editore: Piemme

Anno di pubblicazione: 2024

Mia Edizione: I edizione luglio 2024

Genere: thriller

Pagine: 285

Formato: brossura con alette

Valutazione: 3,5/5


Indice


Trama

Frascati, Castelli Romani. Teo è il bambino più malinconico e riservato della classe. Le consorelle dell'asilo paritario Colomba Antonietti lo hanno accolto con affetto, ma lui non gioca e non esce quasi mai a ricreazione. Rimane al suo posto, osserva il mondo con fare stralunato e disegna ossessivamente. Giulia, la nuova maestra, si affeziona subito al piccolo: sente che a legarli è una consonanza, un'intesa speciale. Giorno dopo giorno, tuttavia, i disegni di Teo iniziano a farsi strani, poi inspiegabili, infine inquietanti. Nel frattempo, Giulia comincia ad accusare strani malesseri. Sembra stare sempre peggio: arriva a scuola in ritardo, è smemorata come mai le è accaduto prima e inizia persino ad accusare dolori lancinanti a cui non sa dare spiegazione. Suggestionata dalla recente perdita di Daniele, l'amato fratello, Giulia si convince che il suo malessere dipenda dall'influsso maligno di una statuetta che conserva a casa, rinvenuta nei pressi del sito archeologico di Tusculum, dove Daniele stava svolgendo un lavoro di ricerca. È un manufatto rarissimo, una raffigurazione in bronzo dell'eroe etrusco Telegono. Quando la statuetta dall'aspetto guerriero e gli occhi di fuoco diventa inspiegabilmente uno dei personaggi ritratti da Teo, Giulia crede di stare impazzendo. La nuova maestra è un thriller psicologico innovativo e perturbante, che racconta la discesa all'inferno di Giulia: un'ombra che ricorre nei disegni di Teo la sta inseguendo. Tra false piste e indizi ingannevoli, dovrà scoprire chi, tra le persone che le stanno attorno, vuole farle del male...


Chi è Valerio Marra?

Valerio Marra
Valerio Marra

E' uno scrittore e saggista italiano. Lavora e vive a Roma ed è laureato in Scienze per l'investigazione e la sicurezza presso l'Università degli studi Perugia. E' autore, tra gli altri, dei romanzi "La donna del lago" (2019) e "Una notte buia di settembre" (2021) e del saggio "La storia di Roma in 100 delitti" (2022)


Chi è Stefano Pavolini?

E' un illustratore e animatore italiano. Nato a Roma nel 2000, si è diplomato in Animazione al Centro sperimentale di Cinematografia di Torino. Il suo primo cortometraggio, "Akufeni" (2022), ha vinto il premio come Miglior Animazione al Festival del Cinema Città di Spello. Lavora nel campo dei cartoni animati.


Recensione

Introduzione

Sarò sincera con voi: ho deciso di leggere questo libro solo per l'evidente richiamo al romanzo "Teddy" di Jason Rekulak, che ho recensito qualche tempo fa. Ho anche dovuto attendere parecchio per poterlo iniziare dato che, da buona nuova uscita era richiestissimo in biblioteca, e la lista d'attesa decisamente molto lunga.


Tutto questo per darvi un'idea di quanto fossi carica di aspettative per questo romanzo. Aspettative, però, che sono state soddisfatte solo in parte.


La storia

"La nuova maestra" si presenta come il classico thriller. La protagonista Giulia sta infatti cercando di dare una svolta alla sua vita e al tempo stesso di superare il trauma della morte del fratello, per la quale si sente terribilmente in colpa.


Quell'evento l'ha segnata profondamente, al punto da influenzare anche il suo nuovo lavoro di educatrice presso l'asilo di Frascati che aveva frequentato da piccola. Qui, tra i volti della sua infanzia, Giulia incontra il piccolo e timido Teo, la cui unica forma di comunicazione con il mondo esterno sono i disegni.


Sono proprio questi il cardine su cui si regge l'intero racconto, che appunto sfrutta un espediente già usato con "Teddy" per catturare l'attenzione del lettore. Quelle di Teo infatti non sono semplici illustrazioni, ma sembrano nascondere un messaggio segreto che l'autore intende custodire fino alla fine del romanzo.


Valerio Marra infatti crea e mantiene per tutto il libro quell'aura di detto/non detto che porta la protagonista, e conseguentemente noi lettori con lei, a dubitare di tutto e tutti. Una sensazione, questa, amplificata dalla scelta di affidare il racconto proprio alla stessa Giulia, che narra la sua storia in prima persona e al tempo presente, e che quindi dovrebbe toglierci quel senso di sicurezza derivante da un vicenda già vissuta e raccontata a posteriori.


A questo punto però iniziano a notarsi le prime crepe del romanzo. "La nuova maestra" non è purtroppo in grado di generare quell'ansia e quella preoccupazione adeguati alla definizione di "thriller italiano dell'anno" che campeggia in copertina.


Ciò a causa di una serie di difetti, in primis una certa tendenza alla ripetizione di alcuni modelli narrativi che alla lunga rendono monotono il racconto. Per spiegarmi meglio senza fare spoiler, vi riporto questo esempio. Qualche anno fa lessi il romanzo "Il profumo delle foglie di limone". Curiosando sul web trovai una recensione in cui si diceva che il protagonista faceva sostanzialmente le stesse cose: si alzava, gironzolava per il paese, faceva un pisolino, e ricominciava d'accapo.


Leggere "La nuova maestra" mi ha riportato alla mente questo episodio. Capitolo dopo capitolo il romanzo ci propone praticamente sempre lo stesso schema, modificandolo giusto il necessario per adeguarlo al prosieguo della storia, rendendola però al contempo meno interessante.


Altro problema, poi, è la fretta, che mal si sposa con la molteplicità di temi proposti. Ognuno di loro è infatti affrontato in modo superficiale, con scarsa attenzione verso quei dettagli che sono la colonna portante di ogni buon thriller, nei fatti rendendo la dicitura "non adatto ai minori" sulla copertina del tutto superflua.


Certo, "La nuova maestra" non è un libro per bambini, nonostante le meravigliose illustrazioni di Stefano Pavolini possano farlo pensare. Ma da qui a vietare la lettura i minori (e per minori intendo adolescenti), direi che si esagera.


I personaggi

Anche la caratterizzazione dei personaggi subisce un po' i problemi di cui vi ho appena parlato. E' necessaria però una distinzione tra Giulia e gli altri componenti del romanzo.


Giulia

In assoluto l'unica, vera protagonista di questa storia, è anche quella che risulta meglio caratterizzata. L'attenzione per i dettagli qui mostrata dall'autore ci restituisce un personaggio abbastanza completo e profondo: un donna forte, con un profondo senso dell'amicizia e del dovere.


Il merito sicuramente va anche alla narrazione in prima persona, che appunto ci permette di sapere sempre cosa prova e pensa Giulia in ogni momento. Il romanzo si regge così interamente sulle sue spalle: come una specie di filo di Arianna, seguendo il corso dei suoi pensieri ci caleremo sempre più in questa intricata vicenda, in cui passato e presente si intrecciano in un tutt'uno inscindibile.


Gli altri personaggi

Il ruolo da protagonista di Giulia glissa però quello di tutti gli altri personaggi, che al suo confronto sembrano quasi sparire, ridotti a mere macchiette prive di spessore. L'autore non riesce infatti a dare loro quel senso di profondità che si percepisce invece quando al centro dell'attenzione c'è Giulia.


Questo vale purtroppo anche per lo stesso Teo il quale, in quanto autore dei disegni che appunto sono il perno di tutto il racconto, avrebbe meritato forse una maggiore attenzione. La conseguenza è una sola: sia lui che tutti gli altri componenti di questa storia appaiono in generale piatti, dotati di un livello minimo di personalità che permette appena di distinguerli gli uni dagli altri quando compare il loro nome sulla pagina.


Ciò a sua volta rende davvero difficile immedesimarsi o almeno empatizzare con loro, riducendo tra l'altro al minimo il coinvolgimento dei lettori.


Stile di scrittura

Nonostante il romanzo non sia proprio eccezionale, tanto di cappello va allo stile di scrittura di Marra. L'autore utilizza infatti un linguaggio semplice, diretto e senza fronzoli, facendo si che la narrazione e quindi la lettura risultino scorrevoli. Lo stile linguistico medio-basso, infarcito da qualche espressione gergale romanesca, danno vita ad un romanzo tutto sommato godibile, adatto per trascorrere qualche ora di relax sul divano senza troppe pretese.


Altra nota positiva, come vi accennavo prima, sono i disegni di Teo realizzati di Stefano Pavolini. Non si direbbe infatti che sono stati fatti apposta da un adulto. Tanto la raffigurazione delle persone, quanto quella degli ambienti rispecchia perfettamente il modo di disegnare di un bambino dell'età di Teo. Come tali sono inoltre sufficientemente enigmatici da solleticare almeno un po' la curiosità di noi lettori, spingendoci ad arrivare nonostante tutto alla fine del racconto, quantomeno per scoprire finalmente il loro significato.


Fonti

Trama: dalla quarta di copertina

Chi è Valerio Marra: dalla quarta di copertina

Chi è Stefano Pavolini: dalla quarta di copertina

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